VIII/2019

Le parole contano. Sono il nostro primo biglietto da visita verso gli altri, il modo in cui presentiamo noi stessi, le nostre idee, il nostro modo di essere. In politica, questo vale ancora di più. Le ultime vicende della politica nazionale lo dimostrano in maniera lampante: “ti sfiducio, no non ho mai detto che ti sfiducio”, “non voglio più governare con te, anzi no, non l’ho mai detto”; “andiamo subito a votare, anzi, no, scherzavo, ricominciamo tutto come prima”…sembra una barzelletta di cattivo gusto e invece è la realtà di quest’agosto. In mezzo c’è una situazione economica che fa presagire un autunno tutt’altro che facile, la grande sfida del cambiamento climatico che ci tocca da vicino (basti pensare all’estate da incubo del Bresciano), il fenomeno dei migranti, la cura degli anziani nella sanità e la formazione dei giovani nella scuola. Tutte questioni che spariscono, sommerse da parole che parlano…di parole. Cosa c’entra tutto questo con Rovato? C’entra. Tra meno di un anno anche nella nostra comunità si tornerà al voto. Spero che i rovatesi, aldilà delle loro opinioni politiche, sappiano dare il giusto valore alle parole e ai fatti di ognuno. E che chi si vorrà candidare ad amministrare la cosa pubblica si ricordi sempre che, il giorno dopo le elezioni, i problemi da affrontare saranno sempre lì, al loro posto. Perché quelli, alle parole che parlano di parole, non danno molto peso…

VII/2019

Nelle ultime settimane Rovato è stata suo malgrado protagonista di diversi episodi legati alla sicurezza. La maxirissa in via Spalenza, il finto prete che secondo l’accusa truffava anziani della nostra cittadina e via discorrendo. Basta aprire i giornali per rendersene conto. Se questi fatti fossero accaduti una decina d’anni fa, l’attuale maggioranza (all’epoca opposizione) avrebbe fatto fuoco e fiamme, in termini di polemiche, sull’insicurezza a Rovato. Noi – che abbiamo amministrato per due mandati – non la vediamo così. La realtà è che purtroppo determinate situazioni si verificano indipendentemente da chi sieda in maggioranza. Vale per i reati denunciati e quelli, che pensiamo sia molti di più, non denunciati, come i furti. Il tempo è sempre galantuomo e mette tutti davanti alla dura realtà. Non ci interessa fare sterile polemica: non lo abbiamo mai fatto, non lo faremo ora. Vogliamo invece lanciare un appello ai rovatesi affinché denuncino sempre, anche gli episodi che ritengono minori. Senza denunce le forze dell’ordine – le uniche titolate a occuparsi di reati – hanno più difficoltà nell’agire. Questo è il nostro modo di fare, sempre rivolto al bene della comunità rovatese, lontana da interessi di bottega, con vero spirito civico. A volte paga, in termini elettorali, a volte no. Ma non è un buon motivo per smettere di fare la cosa giusta. Chiudiamo augurando buone ferie a chi partirà per qualche giorno di riposo e buon agosto a tutti i rovatesi. Nessuno escluso.

VI/2019

Manca un anno alle prossime elezioni comunali di Rovato. Quattro anni sono già trascorsi dal voto del 2015. Quattro anni intensi, che ho vissuto, dall’opposizione, con spirito critico, come deve essere, ma al tempo stesso costruttivo. Rovato e i rovatesi sono il bene comune a cui tendere e a cui, con il civismo che mi e ci appartiene, ho sempre dedicato le mie forze. Ora di fatto si entra in una lunga campagna elettorale. Prima di partire, con le forze e le persone che ci saranno, voglio rivolgere uno sprone ai 20mila rovatesi. Bisogna partecipare, metterci del proprio. La faccia, il tempo, le idee e le proprie storie. Pochi rovatesi si interessano davvero di politica, quella vera, quella locale. Spesso a livello nazionale le cose vanno diversamente. Ma fare politica per la propria comunità, pur essendo sicuramente faticoso, è bello e doveroso. Chi ha a cuore la propria cittadina deve mettersi a disposizione. Poi ognuno lo farà a seconda delle proprie ideologie e schieramenti, ma l’importante è esserci. Nelle comunali appena trascorse, in Comuni a noi vicini – Erbusco e Adro – non si è stati in grado di presentare liste alternative a quelle di chi già amministrava. E’ un bruttissimo campanello d’allarme. Non ci si può lamentare se non si partecipa. Il mio appello va soprattutto ai giovani: il futuro è adesso, il futuro è qui. Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo e – nel piccolo – a Rovato. Volere bene a Rovato vuole dire anche impegnarsi.