Articolo VI / 2018

Tre ringraziamenti, e altrettanti arrivederci. E un benvenuto. In questi giorni lasciano Rovato tre figure particolarmente importanti: Antonio Niglia, esponente di Rovato civica, già assessore all’istruzione, amico e soprattutto – per oltre trent’anni – colonna dell’istituto d’istruzione superiore “Lorenzo Gigli”, che torna vicino alla sua famiglia d’origine, in Calabria. Le suore adoratrici del Duomo, che per un secolo hanno formato generazioni di cittadini, con il loro asilo, che comunque andrà avanti grazie a maestre e maestri qualificati e appassionati. E – in misura diversa – i frati Servi di Maria: pur restando sul Monte Orfano, il Convento dell’Annunciata – punto di riferimento vero per la cultura e la spiritualità – cambierà faccia e gestione. Segno dei tempi, sicuramente. Tre storie che però ci insegnano come il proficuo rapporto tra strutture e persone possa generare storie uniche, capaci di migliorare un paese intero. Sono convinta che questo accadrà anche con il nuovo prevosto, monsignor Cesare Polvara, a cui va il mio e nostro benvenuto. In tempi complessi come quelli che viviamo, guardare il nostro passato – fatto di persone arrivate da lontano e diventate, con il tempo, delle colonne della comunità rovatese – può aiutarci a intravedere la strada da percorrere per il futuro. Senza paura, ma con rispetto e fiducia reciproche.

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