IV/2019

Tra fine aprile e inizio maggio, quest’anno, cadono diverse importanti ricorrenze che rappresentano momenti importanti di unione e celebrazione anche per la comunità rovatese. Spero che la Pasqua 2019 sia stata, aldilà del credo (o del non credo) religioso, un momento di serenità per tutti i 20mila abitanti della nostra cittadina, da condividere con le persone care, riposando e rallentando rispetto ai ritmi della quotidianità. Il calore e la vicinanza delle persone care è un carburante fondamentale per il ben-vivere di una comunità. Altrettanto fondamentale è la libertà, quella riconquistata da Rovato e da tutta Italia il 25 aprile 1945, Festa della Liberazione dalla dittatura nazifascista. Anche Rovato pagò un tributo di sangue, sia con i partigiani che con i militari internati, ma pure con la popolazione civile, finita sotto il fuoco della colonna fascista nella zona della cascina Bortolotto. La strada larga di Rovato, il corso Silvio Bonomelli, ricorda proprio un partigiano di casa nostra, militante socialista, ucciso dai nazifascisti a Iseo. Infine il 1 maggio, Festa dei lavoratori. Il lavoro ci rende autonomi, capaci di scegliere e progettare il futuro. Il lavoro deve però essere degno e pagato il giusto, altrimenti non è lavoro, ma sfruttamento. In questo 1 maggio il pensiero va quindi ai tanti rovatesi senza lavoro, o ai nostri giovani (e meno giovani) con un lavoro precario e con pochi diritti, oltre che alla classe politica, locale, nazionale ed europea, affinché sappia sostituire alle sterili parole elettoralistiche politiche concrete a favore del lavoro, di un reddito giusto, di diritti e di sviluppo per l’intera comunità.