VI/2019

Manca un anno alle prossime elezioni comunali di Rovato. Quattro anni sono già trascorsi dal voto del 2015. Quattro anni intensi, che ho vissuto, dall’opposizione, con spirito critico, come deve essere, ma al tempo stesso costruttivo. Rovato e i rovatesi sono il bene comune a cui tendere e a cui, con il civismo che mi e ci appartiene, ho sempre dedicato le mie forze. Ora di fatto si entra in una lunga campagna elettorale. Prima di partire, con le forze e le persone che ci saranno, voglio rivolgere uno sprone ai 20mila rovatesi. Bisogna partecipare, metterci del proprio. La faccia, il tempo, le idee e le proprie storie. Pochi rovatesi si interessano davvero di politica, quella vera, quella locale. Spesso a livello nazionale le cose vanno diversamente. Ma fare politica per la propria comunità, pur essendo sicuramente faticoso, è bello e doveroso. Chi ha a cuore la propria cittadina deve mettersi a disposizione. Poi ognuno lo farà a seconda delle proprie ideologie e schieramenti, ma l’importante è esserci. Nelle comunali appena trascorse, in Comuni a noi vicini – Erbusco e Adro – non si è stati in grado di presentare liste alternative a quelle di chi già amministrava. E’ un bruttissimo campanello d’allarme. Non ci si può lamentare se non si partecipa. Il mio appello va soprattutto ai giovani: il futuro è adesso, il futuro è qui. Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo e – nel piccolo – a Rovato. Volere bene a Rovato vuole dire anche impegnarsi.