VIII/2019

Le parole contano. Sono il nostro primo biglietto da visita verso gli altri, il modo in cui presentiamo noi stessi, le nostre idee, il nostro modo di essere. In politica, questo vale ancora di più. Le ultime vicende della politica nazionale lo dimostrano in maniera lampante: “ti sfiducio, no non ho mai detto che ti sfiducio”, “non voglio più governare con te, anzi no, non l’ho mai detto”; “andiamo subito a votare, anzi, no, scherzavo, ricominciamo tutto come prima”…sembra una barzelletta di cattivo gusto e invece è la realtà di quest’agosto. In mezzo c’è una situazione economica che fa presagire un autunno tutt’altro che facile, la grande sfida del cambiamento climatico che ci tocca da vicino (basti pensare all’estate da incubo del Bresciano), il fenomeno dei migranti, la cura degli anziani nella sanità e la formazione dei giovani nella scuola. Tutte questioni che spariscono, sommerse da parole che parlano…di parole. Cosa c’entra tutto questo con Rovato? C’entra. Tra meno di un anno anche nella nostra comunità si tornerà al voto. Spero che i rovatesi, aldilà delle loro opinioni politiche, sappiano dare il giusto valore alle parole e ai fatti di ognuno. E che chi si vorrà candidare ad amministrare la cosa pubblica si ricordi sempre che, il giorno dopo le elezioni, i problemi da affrontare saranno sempre lì, al loro posto. Perché quelli, alle parole che parlano di parole, non danno molto peso…