II / 2020

Non lasciare indietro nessuno. Deve essere questa la nostra stella polare nei mesi che si aprono, quelli di una, seppur timida, timidissima, ripresa della vita con la “nuova” normalità concessaci dal Covid19. La terribile primavera che ci lasciamo alle spalle ha un lascito, fatto di solitudine, imposta a tanti rovatesi e tante famiglie, che ora si trovano alle prese con difficoltà sempre più maggiori.

Famiglie che hanno perso educatori, contatti con la scuola, oppure il prezioso lavoro di assistenti sociali, centri diurni per gli anziani, interventi per i diversamente abili e tanto altro ancora. Quello che conta è quello che facciamo adesso, e che faremo nel prossimo futuro.

La politica, la società, la cittadinanza non può girare la testa dall’altra parte. Tutte le risorse economiche amministrative devono andare in questa direzione, per cercare di arginare una possibile, pericolosa deriva, con volontà, intelligenza e risorse.

Non basta quello che si faceva prima, dove avevamo raggiunto un discreto equilibrio. Ora si deve fare di più perché ci viene chiesto di più. Nelle differenze, che pure ci sono e ci devono essere, la direzione di marcia deve essere comune.

Realtà politiche, associazioni, volontari e cittadini devono camminare insieme con proposte e azioni finalizzate ad aiutare, sostenere e proteggere i più fragili.